{"id":613,"date":"2013-03-28T23:30:03","date_gmt":"2013-03-28T22:30:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.beatoantonio.it\/wp\/wordpress\/?p=613"},"modified":"2013-03-18T23:37:28","modified_gmt":"2013-03-18T22:37:28","slug":"settimana-santa-veglia-pasquale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.beatoantonio.it\/wp\/wordpress\/settimana-santa-veglia-pasquale\/","title":{"rendered":"Settimanta Santa &#8211; Veglia Pasquale"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\" align=\"center\"><em>Per questo gioisce il mio cuore,<\/em><\/p>\n<p><em>ed esulta la mia anima; anche il mio corpo riposa al sicuro,<\/em><\/p>\n<p><em>perch\u00e9 non abbandonerai la mia vita negli inferi,<\/em><\/p>\n<p><em>n\u00e9 lascerai che il tuo fedele veda \u00a0la fossa.<\/em><\/p>\n<p align=\"right\"><em>(Sal 16,9-10)<\/em><\/p>\n<p>Dopo una giornata di silenzio, durante la quale la Chiesa contempla la deposizione di Ges\u00f9 Cristo nel sepolcro, la comunit\u00e0 cristiana si raduna sul far della sera per vivere la celebrazione vigiliare pi\u00f9 importante dell\u2019Anno Liturgico. Agostino definisce la veglia di Pasqua come la madre di tutte le veglie: &lt;\u00e8 questa infatti la nostra veglia grande;a nessun\u2019altra veglia solenne corre il nostro pensiero quando in questo senso si chiede o si dice: Quando si far\u00e0 la veglia?&gt;(<em>Discorso 221,2<\/em>). Dal buio della notte una luce avanza: Cristo, risorto da morte, ha vinto la morte! La chiesa proclama il lieto annuncio: \u00a0<em>Cristo, nostra Pasqua, \u00e8 stato immolato (1 Cor 5, 7).<\/em><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>\u00c8 questa la nostra grande veglia!<\/strong><\/p>\n<p>Siccome il Signore nostro Ges\u00f9 Cristo ha reso glorioso con la sua Resurrezione il giorno che aveva reso luttuoso con la morte, noi, rievocando i due momenti in un\u2019unica commemorazione solenne, vegliamo ricordando la sua morte, esultiamo aspettando la sua resurrezione. Questa \u00e8 la nostra festa annuale, questa \u00e8 la nostra Pasqua, non pi\u00f9 figurata nell\u2019uccisione dell\u2019agnello, come per il popolo antico, ma portata a compimento per il popolo nuovo nell\u2019immolazione del Salvatore, perch\u00e9 il <em>Cristo nostra Pasqua \u00e8 stato immolato e le cose vecchie sono passate ed ora ne sono nate delle nuove<\/em>. E se piangiamo \u00e8 per il peso dei nostri peccati, e se esultiamo, \u00e8 perch\u00e9 giustificati dalla sua grazia, perch\u00e9 <em>egli \u00e8 stato messo a morte per i nostri peccati, ed \u00e8 stato risuscitato per la nostra giustificazione<\/em>. Per quelli piangiamo, di questo ci rallegriamo, e sempre siamo nella gioia. Quanto per causa nostra e a nostro vantaggio \u00e8 stato compiuto di triste o anticipato di lieto non lo lasciamo passare con ingrata dimenticanza, ma lo celebriamo con riconoscente memoria. Vegliamo dunque, carissimi, perch\u00e9 la sepoltura di Cristo si \u00e8 protratta fino a questa notte, cosicch\u00e8 proprio in questa notte \u00e8 avvenuta la resurrezione di quella sua carne che allora fu oltraggiata sul legno, adesso \u00e8 adorata in cielo e sulla terra. Naturalmente questa notte si considera come facente parte del giorno di domani, che per noi \u00e8 il giorno del Signore. Ed era opportuno che risorgesse di notte, perch\u00e9 con la sua risurrezione ha rischiarato le nostre tenebre; non per nulla gi\u00e0 poco tempo prima si cantava a lui: <em>illuminerai la mia lampada, Signore; mio Dio, illuminerai le mie tenebre<\/em>. Cos\u00ec la nostra stessa piet\u00e0 mette in risalto questo mistero cos\u00ec grande; come la nostra fede, rafforzata dalla sua risurrezione, \u00e8 gi\u00e0 sull\u2019attenti, cos\u00ec anche questa notte, gi\u00e0 cos\u00ec piena di luci, sia ancor pi\u00f9 luminosa per il nostro vegliare, in modo che noi, insieme a tutta la Chiesa diffusa per il mondo intero, possiamo badare in modo giusto a non esser trovati nella notte. Per tanti e tanti popoli, che dovunque questa fulgida solennit\u00e0 ha radunato insieme nel nome di Cristo, il sole \u00e8 gi\u00e0 tramontato, ma il fulgore non se n\u2019\u00e8 andato,\u00a0 perch\u00e9 a un cielo pieno di luce ha fatto seguito una terra ugualmente piena di luce.<\/p>\n<p align=\"right\">( dal Discorso 221,1)<\/p>\n<p><strong>Per una breve meditazione\u2026<\/strong><\/p>\n<p>Umilmente vegliamo, umilmente preghiamo, con piissima fede, con saldissima speranza, con ferventissima carit\u00e0, pensando quanto la nostra glorificazione risplender\u00e0 come giorno, se gi\u00e0 la nostra umiliazione cambia la notte in giorno.<\/p>\n<p align=\"right\">(dal discorso 223\/I,1)<\/p>\n<p><strong>Settimana santa &#8211;\u00a0 domenica di Pasqua<\/strong><\/p>\n<p><em>Ora, invece, Cristo \u00e8 risolto dai morti,<\/em><\/p>\n<p><em>primizia di coloro che sono morti.<\/em><\/p>\n<p><em>Perch\u00e9, se per mezzo di un uomo venne la morte,<\/em><\/p>\n<p><em>per mezzo di un uomo verr\u00e0 anche la risurrezione dei morti.<\/em><\/p>\n<p align=\"right\"><em>(1 Cor 15,20-21)<\/em><\/p>\n<p><em>Questo \u00e8 il giorno che ha fatto il Signore: rallegriamoci in esso ed esultiamo! ( Sal 118,24). <\/em>\u00c8 il giorno della Resurrezione di Cristo dai morti, che i Padri della chiesa hanno esaltato con straordinarie espressioni poetiche. Oggi \u00e8 sorta la luce del mondo, oggi \u00e8 apparso il grande Giorno, Cristo, che inaugura il giorno che non conosce tramonto. Siamo nel cuore della fede e della vita della Chiesa. Il Risorto apre il passaggio (<em>transitus<\/em>, lo definisce Agostino, recuperando la corretta etimologia dell\u2019ebraico <em>pasqua<\/em>) dalla morte alla vita, <em>da questo mondo al Padre<\/em> (Gv 13,1). Di questo passaggio, ancor pi\u00f9 straordinario della pasqua storica del popolo di Israele, beneficiano tutti i battezzati: coloro che credono in Cristo muoiono al peccato nelle acque battesimali e risorgono a vita nuova in forza dell\u2019azione dello Spirito Santo. La creazione stessa partecipa alla nascita e all\u2019inno di lode dell\u2019uomo nuovo; essa attende il suo destino ultimo, che non sar\u00e0 quello di una distruzione totale, ma la sua trasfigurazione. Agostino illustra la meta, alla quale deve tendere chi \u00e8 stato rinnovato dall\u2019amore di Cristo: cantare l\u2019Alleluja, il canto di lode, nel Regno dei Cieli. &lt; cantare, \u00e8 proprio di chi ama; cantare il cantico nuovo, \u00e8 di chi appartiene al Nuovo Testamento; cantare l\u2019Alleluia, \u00e8 proprio della santa letizia dei giusti qui in terra dove la gioia \u00e8 fondata sulla speranza, lass\u00f9 nel cielo dove la speranza diventer\u00e0 realt\u00e0. La radice di questo trinomio \u00e8 una sola: l\u2019amore. L\u2019uomo \u00e8 nuovo, perch\u00e9 rinnovato dall\u2019amore; il cantico \u00e8 nuovo, perch\u00e9 \u00e8 il cantico dell\u2019amore; il testamento \u00e8 nuovo perch\u00e9 \u00e8 il Testamento dell\u2019amore&gt;. (A.Trap\u00e8)<\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Da morte a vita<\/strong><\/p>\n<p>Nella nostra vita dobbiamo pensare costantemente alla lode di Dio, poich\u00e9 l\u2019eterno giubilo della nostra vita futura sar\u00e0 la lode di Dio, e nessuno pu\u00f2 essere in grado di vivere la vita futura se al presente non vi si sar\u00e0 allenato. Al presente noi lodiamo Dio, ma insieme lo supplichiamo; e se la lode ci procura godimento, la preghiera include gemito. Ci \u00e8 stato promesso qualcosa che ora non possediamo e, siccome l\u2019autore delle promesse \u00e8 veritiero, godiamo nella speranza; per il fatto per\u00f2 che non siamo nel possesso, gemiamo di desiderio. Il periodo che precede la Pasqua raffigura la tribolazione in cui ci troviamo al presente; quello che invece celebriamo adesso, dopo Pasqua, raffigura la beatitudine, in cui saremo nell\u2019eternit\u00e0. Proprio per questo trascorriamo quel primo tempo in digiuni e preghiere, mentre nel periodo pasquale, ridotti i digiuni, indugiamo piuttosto nelle lodi di Dio. Questo indica l\u2019<em>Alleluia<\/em> che cantiamo: parola che si traduce con <em>Lodate il Signore. <\/em>Or dunque, fratelli, vi esortiamo a lodare Dio, e questo \u00e8 quel che ci diciamo tutti ogni volta che pronunziamo l\u2019Alleluia.\u00a0 <em>Lodate il Signore<\/em>, dici tu al prossimo e lui lo dice a te. Quando tutti si esortano a vicenda, tutti mettono in pratica l\u2019esortazione. Occorre per\u00f2 che lodiate con tutto voi stessi: non deve lodar Dio solo la vostra lingua e la vostra voce, ma anche la vostra coscienza, la vostra vita, le vostre opere, lodiamo, certo, Dio adesso che siamo riuniti in assemblea, ma quando ciascuno torna alle sue occupazioni private, quasi cessa di lodare Dio. Non smetta di vivere bene e continua sar\u00e0 la lode a Dio. Interrompi la lode di Dio quando ti allontani dalla vita buona, anche se la tua lingua tace, la tua vita grida, e l\u2019orecchio di Dio si piega al tuo cuore. Canti la tua voce, canti la vita, cantino le opere. E se ancora ci sono il gemito, la tribolazione, la tentazione, sperate che tutto passer\u00e0 e che arriver\u00e0 il giorno in cui loderemo senza mai venir meno.<\/p>\n<p>Della promessa di Dio abbiamo ricevuto una tale caparra: possediamo la morte e il sangue di Cristo. Chi \u00e8 morto? Il Figlio Unico. Per chi \u00e8 morto? O magari fosse morto per dei giusti! Ma \u00e8 questa la realt\u00e0? Dice l\u2019Apostolo: <em>infatti Cristo \u00e8 morto per gli empi<\/em>.\u00a0 Colui che agli empi ha fatto dono della sua morte, cosa terr\u00e0 in serbo ai giusti se non la sua vita? Si sollevi quindi la debolezza umana! Non disperi, non si accasci, non si volga indietro dicendo: Io non ci sar\u00f2. Chi ha fatto la promessa \u00e8 Dio: Egli \u00e8 gi\u00e0 venuto per fare la promessa, \u00e8 apparso agli uomini, \u00e8 venuto per addossarsi la nostra morte e garantirci la sua vita. Dalla sua patria ci ha recato i beni e nella nostra terra ha subito i mali. Ci ha promesso che abiteremo in quella patria, da cui Egli \u00e8 venuto e ha detto: <em>Padre, voglio che dove sono io, l\u00e0 siano anch\u2019essi<\/em>. Con tanto amore ci ha prevenuti! \u00c8 venuto da noi l\u00e0 dove noi ci trovavamo; noi saremo con lui l\u00e0 dove egli \u00e8. Cosa ti ha promesso Dio, o uomo mortale? Che vivrai in eterno. E non ci credi? Credici, credici! \u00c8 pi\u00f9 ci\u00f2 che ha fatto che non quello che t\u2019ha promesso. Cosa ha fatto? \u00c8 morto per te. Cosa ti ha promesso? Che vivrai insieme a lui. \u00c8 pi\u00f9 difficile a credersi che sia morto l\u2019Eterno che non il fatto che viva in eterno l\u2019uomo mortale. Ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 incredibile \u00e8 ormai acquisito. E se Dio \u00e8 morto per l\u2019uomo, perch\u00e9 non dovr\u00e0 l\u2019uomo vivere sempre con Dio? Perch\u00e9 il mortale non potr\u00e0 vivere in eterno, quando per lui \u00e8 morto Colui che vive in eterno?<\/p>\n<p align=\"right\">(<em>dal Commento al Salmo 148,1-2.8)<\/em><\/p>\n<p><strong>Per una breve meditazione\u2026<\/strong><\/p>\n<p>Cristo dorm\u00ec perch\u00e9 stessimo svegli noi, Lui che ra morto perch\u00e9 fossimo vivi noi.<\/p>\n<p align=\"right\">(<em>dal Discorso 221,4<\/em>)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per questo gioisce il mio cuore, ed esulta la mia anima; anche il mio corpo riposa al sicuro, perch\u00e9 non abbandonerai la mia vita negli inferi, n\u00e9 lascerai che il tuo fedele veda \u00a0la fossa. 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