{"id":77,"date":"2012-01-30T22:06:27","date_gmt":"2012-01-30T21:06:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.beatoantonio.it\/wp\/wordpress\/?page_id=77"},"modified":"2012-01-30T22:06:27","modified_gmt":"2012-01-30T21:06:27","slug":"la-fabbrica","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.beatoantonio.it\/wp\/wordpress\/il-beato-antonio\/la-fabbrica\/","title":{"rendered":"La Fabbrica"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">E cos\u00ec Amandola ha anche il vanto che una delle sue costruzioni pi\u00f9 antiche e anche stilisticamente pi\u00f9 valide \u00e8 opera di un santo. Non \u00e8 frequente, perch\u00e9 i santi non sono impresari. \u00c8 verosimile anzi che il Beato stesso non solo abbia collaborato coi suoi consigli alla preparazione e all&#8217;esecuzione dei piani, ma che si sia persino rimboccato le maniche e che abbia di frequente lavorato sulle impalcature insieme ai muratori. Il lavoro manuale infatti era prescritto per i monaci e questi non se ne consideravano esentati se si dedicavano prevalentemente ad attivit\u00e0 spirituali e intellettuali; Antonio poi veniva da un ambiente in cui il lavoro era stimato e amato e rispondeva anche a un bisogno della sua costituzione piena di vigore e di vitalit\u00e0.<\/p>\n<p align=\"justify\">Con un abbondante sterro alle falde del monte Marubbione, su cui era addossato il vecchio romitorio e la chiesa, che era dedicata a S. Agostino, venne fatta una larga spianata e cos\u00ec si cominci\u00f2 la costruzione, utilizzando anche alcune fondazioni della costruzione preesistente. Molto probabilmente fu la chiesa ad avere la precedenza sul convento o in essa si usarono materiali pi\u00f9 pregiati e pi\u00f9 nuovi; per il convento invece si utilizz\u00f2 molto materiale di ricupero e crebbe con pi\u00f9 modeste aspirazioni per riguardo alla povert\u00e0 monastica. Ma proprio per queste ragioni fu il convento ad esser terminato prima.<\/p>\n<p align=\"justify\">Non ci sono pervenuti i nomi degli artisti che vi hanno operato durante la vita del Beato. Ma la precisione con cui la cronaca ci tramanda i nomi di quelli dopo la sua morte (Pietro Lombardo per il completamento del campanile nel 1464 e il\u00a0<strong><\/strong>veneto Marino di Marco Cedrino per il portale nel 1468) c&#8217;induce a pensare che il Beato, pur avvalendosi della tecnica degli esperti, abbia influito notevolmente anche nella direzione dei lavori. Non \u00e8 con questo che gli si voglia dare anche il merito d&#8217;artista o d&#8217;architetto; non ci sono prove in questo senso. Ma egli deve essere stato largo di consigli e di raccomandazioni, forte anche di quanto aveva osservato fuori di Amandola. E non gli sar\u00e0 stata inutile anche l&#8217;esperienza giovanile quando, ancora nell&#8217;ambito dei Benedettini, vedeva il progredire dei lavori nell&#8217;abbadia dei SS. Vincenzo e Anastasio e nel vicino convento dell&#8217;Ambro, che n&#8217;era una dipendenza.<\/p>\n<p align=\"justify\">Purtroppo molte modifiche successive hanno cancellato o deformato l&#8217;opera quattrocentesca. Quel che rimane quasi intatto sono il campanile e il portale (completati, come si \u00e8 detto, dopo la morte del Beato), i muri perimetrali della chiesa e qualche piccola parte del convento. Specialmente da questi ultimi possiamo chiaramente leggere una sobria dignit\u00e0 che tiene conto delle esigenze della povert\u00e0 monastica, sobriet\u00e0 che negli interventi appena posteriori subisce una leggera espansione verso forme un pochino pi\u00f9 civettuole, forse anche giustificate dalla popolarit\u00e0 che la chiesa andava prendendo per la celebrit\u00e0 e il culto del Beato.<\/p>\n<p align=\"justify\">L&#8217;esecuzione dei lavori non fu scevra da qualche &#8216;avvenimento che ebbe del prodigioso.<\/p>\n<p align=\"justify\">Un giorno che era a tavola assieme agli altri monaci, Antonio fu visto lasciar precipitosamente la mensa per accorrere alla fabbrica. In quello stesso momento uno dei tavoloni dell&#8217;impalcatura del campanile, gi\u00e0 abbastanza alto, scivolava e un muratore precipitava nel vuoto. Ma Antonio, gi\u00e0 pronto, lo accolse tra le sue braccia e quegli non si fece alcun male. Prodigi analoghi poi si ripeteranno per due volte dopo la morte del beato e vengono fedelmente registrati nel\u00a0<strong><em>Libro dei Miracoli\u00a0<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p align=\"justify\">In mezzo ai muratori \u00e8 difficile restar puliti. Antonio era solito andare vestito molto modestamente, con tonache anche piene di toppe, ma cur\u00f2 sempre la pulizia e l&#8217;ordine. E si cominci\u00f2, nel tempo della fabbrica, ad osservare una cosa che dest\u00f2 molta impressione. I frati si lavavano le vesti da s\u00e9. Ma Antonio non le lavava. Quand&#8217;erano sporche, egli le metteva a stendere. E per quanto sole ci fosse, all&#8217;improvviso il cielo si rabbuiava, grossi acquazzoni si rovesciavano gi\u00f9, e poi subito un bel sole e un caldo venticello le riasciugava e le stirava.<\/p>\n<p align=\"justify\">Pie leggende? Pu\u00f2 darsi. Per\u00f2 ormai da tempo nella vita d&#8217;Antonio il prodigioso s&#8217;intrecciava all&#8217;usuale. E se pensiamo all&#8217;enorme popolarit\u00e0 che esplose subito dopo la sua morte, essa non si giustifica se non ammettiamo durante la vita il verificarsi di fatti fuori dell&#8217;ordinario.<\/p>\n<p align=\"justify\">D&#8217;altra parte una delle calamit\u00e0 ricorrenti in cui la piet\u00e0 popolare prese a invocare e a sperimentare la potente intercessione del beato fu proprio l&#8217;inclemenza del tempo. L&#8217;economia del Piceno, essenzialmente agricola, ha bisogno di pioggia e sereno a tempo giusto; e invece essi vengono quando gli pare. E il Beato Antonio fu costantemente invocato nei disordini meteorologici anche con processioni, tridui e altre forme pubbliche fin dai primi tempi dalla sua morte. La tradizione gli ha assegnato cos\u00ec il simbolo delle nubi in mano e l&#8217;appellativo di \u00ab<strong><em>nubigero\u00a0<\/em><\/strong>\u00bb, ossia padrone e regolatore delle nubi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E cos\u00ec Amandola ha anche il vanto che una delle sue costruzioni pi\u00f9 antiche e anche stilisticamente pi\u00f9 valide \u00e8 opera di un santo. 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