{"id":59,"date":"2012-01-27T23:38:58","date_gmt":"2012-01-27T22:38:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.beatoantonio.it\/wp\/wordpress\/?page_id=59"},"modified":"2012-01-27T23:38:58","modified_gmt":"2012-01-27T22:38:58","slug":"sacerdote","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.beatoantonio.it\/wp\/wordpress\/il-beato-antonio\/sacerdote\/","title":{"rendered":"Sacerdote"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">Dovendosi preparare al sacerdozio, Antonio attese con alacrit\u00e0 a completare gli studi. La buona impostazione avuta dai Benedettini e le sue notevoli attitudini mentali gli permisero di raccogliere buoni frutti in poco tempo.<\/p>\n<p align=\"justify\">Difatti lo troviamo sacerdote ancora abbastanza giovane, verso i 25 anni, ossia attorno al 1380.<\/p>\n<p align=\"justify\">Sacerdoti non ci si diventa per il proprio vantaggio, ma per il servizio del popolo di Dio. Questa verit\u00e0, non sempre abbastanza compresa, per Antonio fu ben chiara fin dalle sue prime esperienze d&#8217;apostolato. Gli si aprirono subito gli occhi sulle realt\u00e0 dei tempi, che erano amare. Forse fino a quel momento, protetto dalla pace delle sue montagne o dalla solitudine del romitorio, il vero volto della sofferenza non gli si era presentato in faccia. Anche agli altri esso si presentava, ma c&#8217;era chi si raccoglieva nella roccaforte dell&#8217;egoismo, magari col pretesto della solitudine e del silenzio. La reazione d&#8217;Antonio ci svela un aspetto della sua ricca personalit\u00e0; cio\u00e8 una grande sensibilit\u00e0 e compartecipazione di fronte a tutte le sofferenze. \u00ab Piangere con chi piange \u00bb come aveva detto S. Paolo.<\/p>\n<p align=\"justify\">Al suo cuore sacerdotale cominciarono ben presto a bussare le lacrime e le angosce, la fame e la miseria, le violenze e le ingiustizie. Fu soprattutto dal confessionale che le bordate della sofferenza batterono sul suo cuore. Ed egli cap\u00ec che non era possibile restar chiuso negli antri dell&#8217;eremitaggio; e non bastava neanche rincuorare gli animi con sterili parole di fiducia e di pazienza. Bisognava rimboccarsi le maniche, gettarsi nella mischia, affrontare il male a viso aperto: non bastava additare il Paradiso, bisognava smantellare l&#8217;Inferno. Anche S. Nicola aveva fatto cos\u00ec.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il suo centro d&#8217;azione divenne dunque il confessionale e lo rest\u00f2 per tutta la vita. Confessore ricercatissimo. Si cominci\u00f2 a fare la fila. Ma egli prese ad affrontare la vita anche nei vicoli e sulle piazze per visitare i malati, per assistere i moribondi, per questuare dai ricchi e aiutare i poveri, per consigliare e raddrizzare situazioni insostenibili, per sradicare gli odi e le vendette, per affrontare i prepotenti e indurre tutti alla giustizia e alla pace.<\/p>\n<p align=\"justify\">I tempi erano cattivi. Tutti i tempi sono cattivi, ma quelli dei secoli XIV e XV furono caratterizzati dalla mancanza assoluta di un&#8217;autorit\u00e0, e quindi dalla violenza di molti e dall&#8217;insicurezza di tutti.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il Piceno apparteneva al dominio temporale della Chiesa. Ma a parte i tentativi dell&#8217;Impero per fagocitare i territori della Chiesa, il guaio grosso era che la Chiesa stessa faceva acqua da tutte le parti, e soprattutto nelle alte gerarchie. A queste si dava la scalata dalle alte casate pi\u00f9 per l&#8217;ambizione del potere che per un servizio spirituale e si restava aggiogati ai potenti e insensibili agli umili e ai bisognosi. Al periodo della lunga e funesta vacanza dei papi in Avignone, terminato nel 1377, era succeduto lo scandalo ancora pi\u00f9 funesto di quello che fu chiamato \u00ab\u00a0<strong><em>lo scisma d&#8217;occidente\u00a0<\/em><\/strong>\u00bb (1378-1424) in cui due e persino tre papi si contendevano contemporaneamente il potere.<\/p>\n<p align=\"justify\">In tale dissolvimento dell&#8217;autorit\u00e0 ogni ambizioso aveva partita vinta, e d&#8217;ambiziosi ce n&#8217;erano fin troppi. Il loro mezzo ordinario era la violenza, e questa passava sempre impunita, a meno che non fosse sopravvenuto qualcuno pi\u00f9 forte e pi\u00f9 violento. \u00c8 impressionante come a quel tempo le teste dei prepotenti saltassero in aria.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ma per questo, pace all&#8217;anima loro. Per\u00f2 chi immancabilmente restava a piangere e soffrire era la gente povera, scoperta e indifesa, su cui si scaricava ogni soperchieria dei potenti. Di essa la storia non si \u00e8 mai occupata. Ma i fasti dei Comuni, delle Signorie, i meravigliosi palazzi sono tutte belle parole: sotto ci sono fiumi di lacrime e di sangue.<\/p>\n<p align=\"justify\">In tutta questa corruzione, in questa ridda di ambizioni, che non risparmi\u00f2 gli alti vertici della Chiesa, non mancarono anime generose, specialmente di sacerdoti e religiosi, che spesero tutta la loro esistenza per arginare il male e sostenere i deboli. Ci fu una splendida fioritura di santi rivolti a problemi che oggi chiamiamo sociali; e se si lasciassero da parte le gesta altisonanti e boriose, la storia avrebbe da raccontare pagine meravigliose di carit\u00e0 evangelica.<\/p>\n<p align=\"justify\">Tale fu il sacerdozio del Beato Antonio. Dal confessionale alle case dei sofferenti, da queste al monastero per gli impegni della comunit\u00e0; e poi la notte a pregare e a far opere di penitenza. Qualche eremita della vecchia osservanza avr\u00e0 avuto anche da arricciare il naso. Succede&#8230; Ma la gente di Amandola si cominci\u00f2 ad accorgere che in mezzo a loro c&#8217;era un essere straordinario, un santo. Se ne cominci\u00f2 a parlare e, come succede, la voce si dilat\u00f2 a vista d&#8217;occhio e, per uno che andava via contento, ne venivano dieci a portare i loro crucci. Antonio era veramente il protettore degli umili, e forse fin da quel tempo cominciarono a chiamarlo\u00a0<strong><em>difensore di questo popolo\u00a0<\/em><\/strong>, titolo che gli rimase come un distintivo e che, 14 anni dopo la morte, ossia nel 1464, il Comune gli sanc\u00ec ufficialmente in una\u00a0<strong><em>reformatione degli Statuti Municipali\u00a0<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p align=\"justify\">Non vogliamo tralasciare un episodio, concordemente riportato dai biografi, che sembra che vada riferito a questo periodo ancora giovanile della sua vita.<\/p>\n<p align=\"justify\">Si avvicinava un giorno ad Amandola sulla strada lungo il Tenna un&#8217;orda di soldatacci, stanchi forse per l&#8217;ozio o pi\u00f9 probabilmente bisognosi di saccheggio. Amandola, gi\u00e0 da un pezzo libero Comune, aveva le sue brave mura di difesa, ma la masnada aveva contato sulla sorpresa e stava gi\u00e0 per passare il ponte mentre il panico si era diffuso tra la gente. Antonio non ebbe esitazioni. Usc\u00ec da solo, nel suo umile saio nero, ad affrontare la soldataglia. O che li abbia convinti col suo parlare o che li abbia spaventati con la presenza (a quel tempo anche i ladri avevano un po&#8217; paura dei frati), fatto si \u00e8 che quelli se ne tornarono indietro.<\/p>\n<p align=\"justify\">La tradizione ha poi tinto l&#8217;episodio dei colori del prodigioso e si parla di spirito profetico, di bilocazione del beato, di una forza misteriosa che abbatt\u00e9 cavalli e cavalieri decisi a forzare il blocco. Gli storici inoltre hanno tentato di individuare questi soldati e si parla soprattutto di milizie mercenarie guidate da Boltrino da Panigale o da Rinaldo da Monteverde.<\/p>\n<p align=\"justify\">\u00c8 certo che l&#8217;avvenimento dovette portare alle stelle la popolarit\u00e0 del frate. Allora alla tentazione delle lodi egli dovette opporre un&#8217;umilt\u00e0 a tutta prova. Il diavolo sa trarre profitto anche dalle proprie sconfitte, solleticando l&#8217;orgoglio e la vanagloria. E forse Antonio, ancora cos\u00ec giovane, dovette affrontare dure battaglie interiori.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dovendosi preparare al sacerdozio, Antonio attese con alacrit\u00e0 a completare gli studi. La buona impostazione avuta dai Benedettini e le sue notevoli attitudini mentali gli permisero di raccogliere buoni frutti in poco tempo. Difatti lo troviamo sacerdote ancora abbastanza giovane, verso i 25 anni, ossia attorno al 1380. 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